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Anelli crinali da Tharros e da località sconosciuta (6°-4° secolo a.C.)

L’assistente dei Musei Nazionali di Cagliari, Maurizio Meloni, ci parla di questi piccoli oggetti di oreficeria del mondo fenicio-punico.

 

 

Nel mondo fenicio-punico la produzione di piccoli oggetti di oreficeria rivestiva un ruolo di primaria importanza, con manufatti destinati sia all’ornamento femminile sia a quello maschile. Tra le tipologie maggiormente documentate si distinguono i cosiddetti fermatrecce, noti anche come anelli crinali, ampiamente attestati nei contesti funerari e abitativi.
Sono qui esposti cinque esemplari di dimensioni differenti, provenienti in parte da Tharros e in parte da località non documentate. Il loro inquadramento cronologico si colloca tra il VI e il IV secolo a.C.
Questi oggetti sono costituiti da un bastoncello circolare avvolto a spirale per circa un giro e mezzo. Le estremità, progressivamente assottigliate, sono ripiegate in modo da formare una sorta di molla che consentiva l’apertura e la chiusura dell’anello attorno alla treccia, assicurandone il fissaggio.
Gli anelli crinali sono generalmente realizzati interamente in oro oppure costituiti da un’anima in bronzo rivestita da una sottile lamina aurea.
Tra gli oggetti esposti si segnala un esemplare con un’estremità configurata a testa di cigno, motivo che trova confronti in ambito punico mediterraneo. Significativo è anche un anello crinale realizzato con la tecnica della filigrana e della granulazione, due esemplari molto simili provengono da Cartagine e sono oggi conservati presso il Museo Nazionale del Bardo a Tunisi.
La filigrana è una tecnica orafa che consiste nella realizzazione di motivi decorativi mediante l’intreccio e la torsione di sottilissimi fili d’oro o d’argento, successivamente applicati e saldati su un supporto. La granulazione, invece, consiste nel saldare piccole sfere d’oro, denominate grani, su una superficie metallica, in genere una lamina, secondo un disegno prestabilito.
Entrambe le tecniche richiedono elevata perizia tecnica e testimoniano l’alto livello raggiunto dagli artigiani fenicio-punici nella lavorazione dei metalli preziosi.
La funzione primaria dei fermatrecce era quella ornamentale: erano utilizzati per fermare i capelli nell’acconciatura desiderata, contribuendo al prestigio estetico dell’individuo. Al contempo, la preziosità dei materiali e la qualità esecutiva li rendevano indicatori di status sociale, verosimilmente legati a famiglie di elevata disponibilità economica.

 

 

musica: Temple of Groovy by C.P.Bryan provided by freesoundtrackmusic.com

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