L’assistente dei Musei Nazionali di Cagliari, Sergio Piredda, ci parla di queste splendide navicelle miniaturistiche.
Gli oggetti qui esposti sono due modellini votivi di navicella in bronzo, provenienti rispettivamente da Abbasanta e da Ghilarza. Per entrambe le navicelle non si conosce il contesto di rinvenimento, fanno entrambe parte delle collezioni del museo già dalla fine del 1800 – inizi 1900.
La prima, proveniente da Abbasanta, rientra nella categoria delle navicelle a piattello cuoriforme.
Le fiancate sono decorate con un motivo a treccia discontinuo sul quale si impostano due elementi in rilievo simmetrici interpretati come scalmiera (la parte dove si poggia il remo) o piccoli animali.
Sulla prua si imposta il collo della protome di cervo con muso cilindrico ad estremità appiattita e con le corna spezzate alla radice. Dietro queste ultime si notano due elementi cilindrici che potrebbero essere altre corna o i resti delle orecchie dell’animale. Nel punto di attacco tra la prua e la protome è stata applicata una sottile lamina, testimonianza di un antico restauro.
La navicella rinvenuta nel territorio di Ghilarza è caratterizzata da uno scafo fusiforme espanso nella parte centrale e con le estremità a spigolo acuto. Nella prua doveva essere presente la protome poi smarrita, si conserva però parte del collo decorato da un motivo a spirale realizzato con un filo metallico. Nelle fiancate rettilinee sono presenti due sottili costolature che convergono verso le estremità dello scafo. Al centro di quest’ultimo si nota il punto di attacco di un listello che doveva attraversare la navicella nel senso della larghezza, collegando le due fiancate. Accanto al listello sono realizzati su un lato un foro di sospensione e sull’altro un piccolo anello applicato, forse funzionali alla sospensione in seguito alla rottura del listello già in antico.
Tradizionalmente questi oggetti sono interpretati come delle lucerne votive, donate dai devoti alla divinità come ex voto e probabilmente utilizzate per illuminare l’ambiente. Oggetti tanto preziosi che vengono restaurati in caso di danneggiamento o rottura, come nel caso della navicella di Abbasanta.
L’ipotesi che le navicelle derivino da modelli di imbarcazioni reali, porterebbe a testimoniare un’economia e una società non estranea al trasporto marittimo e fluviale.
musica: Temple of Groovy by C.P.Bryan provided by freesoundtrackmusic.com