Posada, borgo della Baronia di 3000 abitanti situato lungo la costa nord-est della Sardegna, sorge dove doveva presumibilmente trovarsi la Pheronia Polis citata da Tolomeo nella sua opera Geographia nel 2° secolo d.C. L’insediamento, fondato all’inizio del 4° secolo a.C., doveva trovarsi alla foce del rio Posada, sulla collina, dove si trova l’abitato attuale.
Le prime tracce di frequentazione del territorio risalgono all’età del Bronzo. Tra gli insediamenti di età nuragica sono rilevanti il nuraghe Monte Idda e la tomba dei giganti di Paule ‘e Pedru.
Grandi quantitativi di ceramiche di origine orientale, fenicia, greca ed etrusca testimoniano la vitalità dell’area tra il 9° e il 6° secolo a.C. Il porto fluviale di Pheronia doveva essere ancora vitale anche nel 4°-3° secolo a.C.
Lo storico greco Diodoro Siculo nel 1° secolo a.C. racconta il tentativo romano di fondare nell’Isola una colonia attraverso l’invio di cinquecento coloni, nonostante la Sardegna fosse saldamente sotto il controllo punico, approfittando di un’epidemia di peste scoppiata a Cartagine. Questo nuovo insediamento, per il quale si ipotizza la data del 378-7 o del 386 a.C., è stato identificato dagli studiosi con la Pheronia di Tolomeo, posta sotto la protezione della dea italica Feronia, legata al mondo plebeo e al diritto di asylum dei servi presso i santuari. A questo tentativo di fondazione sembra essere legata la statuetta in bronzo di Ercole con la pelle del leone nemeo, esposta presso il nostro Museo archeologico.
Posada è stata identificata da alcuni studiosi anche con il Portus Liguidonis, importante scalo citato dall’itinerarium Antonini e dalla Geographia di Tolomeo; secondo altri autori questo porto sarebbe invece da collocare nella località di Santa Lucia di Siniscola.
Immagine in evidenza: il centro di Posada
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