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Urna cineraria di Claudia Calliste
Urna di Claudia Calliste da Olbia
1 giugno 2014

Il reperto consiste in un’elegante olla marmorea con relativo coperchio risalente all’epoca romana imperiale. Fu rinvenuta in maniera del tutto casuale nelle campagne di Olbia nel 1881, durante i lavori di impianto di un vigneto. Al suo interno era contenuta ancora parte delle ceneri della defunta cui apparteneva: una giovane donna morta ad appena 21 anni, 10 mesi e 14 giorni. A rivelarlo è l’iscrizione funeraria incisa accuratamente sul coperchio e sul corpo dell’olla, che riporta anche il nome della defunta, Claudia Calliste, e della madre, dedicante dell’iscrizione, Claudia Pythias “Acteniana”, che è qualificata come augusti liberta cioè liberta imperiale. Il soprannome Acteniana indica che la donna era appartenuta come schiava a Claudia Atte, concubina di Nerone, alla quale l’imperatore concedette latifondi e officine imperiali nell’agro di Olbia, dove ella risiedette negli anni 63-65 d. C.
Dopo la morte di Nerone tuttavia il patrimonio olbiese, inteso come terre, officine e persone che vi lavoravano, dovette tornare sotto il controllo imperiale, ed è a questo punto che Claudia Pythias da liberta di Atte diventa liberta imperiale.

Il testo completo dell’epigrafe recita:

(sul coperchio) Dis Manibus // (sul corpo) Claudiae Callistes. / Claudia Aug(usti) l(iberta) Pythias Acteniana / filiae karissimae; / v(ixit) a(nnis) XXI, m(ensibus) X, d(iebus) XIIII.

“Agli dei Mani // Di Claudia Calliste, Claudia Pythias Acteniana, liberta imperiale, alla figlia carissima, che visse 21 anni, 10 mesi, 14 giorni.”

Cronologia: tra il 69 d. C. e la fine del I sec. d. C.

Provenienza: Olbia (OT)

 

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