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L’eredità fragile: il calcestruzzo armato del Novecento tra degrado e tutela – Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio
23 aprile 2026

Giovedì 23 aprile ore 18:00 vi aspettiamo presso la Sala Ferruccio Barreca all’Ex Regio Museo in Piazza Indipendenza a Cagliari per l’incontro “L’eredità fragile: il calcestruzzo armato del Novecento tra degrado e tutela”.

 

Fausto Mistretta, Professore Associato di Tecnica delle costruzioni presso l’Università di Cagliari, terrà l’incontro nell’ambito della rassegna “Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio” a cura di Maria Antonietta Mongiu e di Francesco Muscolino.

 

Exegi monumentum aere perennius / regalique situ pyramidum altius / quod non imber edax non Aquilo impotens / possit diruere aut innumerabilis / annorum series et fuga temporum / Non omnis moriar […] (ho eretto un monumento più duraturo del bronzo / e più alto del regale sito delle piramidi, tale che / né la pioggia corroditrice né l’Austro sfrenato / potrebbero distruggerlo né l’innumerabile serie / degli anni e la fuga delle stagioni / Non morirò del tutto […]. Versi memorabili di Orazio che chiudono i primi tre libri delle Odi, pubblicate nel 23 a.C. Nella realtà storica è accaduto che le sue parole come tante altre che datano migliaia di anni hanno resistito più di molti bronzi del mondo antico che abbisognano di interventi di restauro e manutenzione. Hanno resistito i suoi versi molto più di migliaia di monumenti in pietra, persino di quelli che già in fase romana erano ritenuti tra i più alti e durevoli. Il sottotesto dell’Ode di Orazio racconta che ogni epoca è convinta di inventare materiali e soluzioni che dureranno oltre il tempo del presente. Così, per gran parte del XX secolo, il calcestruzzo armato è stato celebrato come il materiale dell’eternità, il simbolo plastico di una modernità capace di sfidare il tempo e le forme. Oggi, a distanza di decenni, ci troviamo di fronte a un cambio di paradigma: la vulnerabilità intrinseca di questo materiale non è più solo un problema ingegneristico, ma una sfida culturale e conservativa.
E allora anche per il calcestruzzo è necessario tematizzare come per tutti i materiali storici il degrado delle opere in calcestruzzo armato, non solo attraverso la lente della chimica e della meccanica – dai fenomeni di carbonatazione alla corrosione delle armature – ma elevando la struttura a Bene Culturale. Il patrimonio architettonico del Novecento, infatti, richiede oggi lo stesso rigore metodologico nel restauro che storicamente abbiamo riservato alla pietra, al marmo o al bronzo. Esemplare è la città di Cagliari e la sua provincia per quantità e qualità di manufatti in calcestruzzo. Cagliari offre un laboratorio a cielo aperto dove l’aggressività dell’ambiente marino (aerosol salini e cloruri) accelera i processi di degrado, mettendo a rischio icone della nostra identità urbana. Necessita la città di un Piano fondato su una “cultura della manutenzione” che superi la logica dell’intervento d’urgenza, per approdare a una salvaguardia consapevole che tratti il cemento del secolo scorso come parte integrante del nostro DNA storico e monumentale.

 

L’incontro si terrà alle ore 18:00 presso l’Ex Regio Museo oppure potrà essere seguito da remoto in diretta streaming su Facebook e YouTube.

 

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