Giovedì 5 novembre ore 18:00 vi aspettiamo presso la Sala Ferruccio Barreca all’Ex Regio Museo in Piazza Indipendenza a Cagliari per l’incontro “A che punto è la notte? Vivere in Sardegna tra paesi e città”.
Antonietta Mazzette, Sociologa, Professoressa Ordinaria di Sociologia Urbana presso l’Università degli studi di Sassari, e Daniele Pulino, Sociologo, Ricercatore presso l’Università degli studi di Sassari, terranno l’incontro nell’ambito della rassegna “Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio” a cura di Maria Antonietta Mongiu e di Francesco Muscolino.
Tra i tanti temi che i Dialoghi di Archeologia Architettura Arte Paesaggio hanno affrontato in questi anni, le contraddizioni della modernità, registrate in Sardegna, non sono state eluse. Al contrario, gli specialisti, specie gli storici contemporaneisti, non si sono sottratti a tematizzare gli effetti di una modernità eterodiretta che in Sardegna, talvolta, è stata complessa sempre e, talvolta, persino rovinosa. Ecco la ragione che ha orientato ad interpellare, più di una volta, economisti e sociologi che delle contraddizioni di questi ultimi anni hanno fatto il fulcro della ricerca. I Musei nazionali di Cagliari pur essendo il luogo delle più importanti raccolte archeologiche della Sardegna antica hanno abitato, costantemente, i temi della contemporaneità. Non solo per le donazioni che ha arricchito con decine di opere d’arte contemporanea le sue collezioni o per avere immesso le arti performative, dal teatro alla musica, nelle sue sale o ancora per avere favorito la discussione su norme e leggi con Minima Iuridica o per aver celebrato archeologi, intellettuali, da Antonio Taramelli a Giovanni Lilliu a Doro Levi ad Antonio Gramsci o a Francesco Cocco Ortu per citare i più noti. Luci e ombre non solo sulle vicende del mondo antico o sui diversi sguardi che hanno indagato sulla Sardegna. Oggi c’è un’isola che produce e si innova perché utilizza con sapienza le risorse materiali e culturali, reinventa il saper fare tradizionale e sta dentro l’universo composito delle tecnologie digitali. Vi è un’altra Sardegna, sotterranea e densa di attività illegali che, pur non essendo prevalenti, stanno influenzando la vita sociale, culturale, ed economica di molti territori. L’Osservatorio sociale sullo Sviluppo e sulla Criminalità in Sardegna (OSCRIM) dell’Università di Sassari da vent’anni monitora i cambiamenti di queste attività e cerca di mettere in luce l’esistenza di un legame socio-culturale ed economico tra la criminalità che ha caratterizzato nei secoli la Sardegna (de su connottu) e la nuova (per l’isola) criminalità organizzata nazionale e internazionale. A vent’anni dall’inizio dell’attività di ricerca dell’OSCRIM, può essere utile porsi alcune domande: Com’è cambiata la criminalità sarda? Che Sardegna emerge da questi cambiamenti? e ancora, Quali politiche sarebbero necessarie per contrastare le attività illegali?
L’incontro si terrà alle ore 18:00 presso l’Ex Regio Museo oppure potrà essere seguito da remoto in diretta streaming su Facebook e YouTube.