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Vetrina 0.9

La perizia dei metallurghi nuragici è proverbiale sia per ciò che riguarda la produzione dei bronzetti, le caratteristiche piccole statuine votive, che per la realizzazione di armi e strumenti di lavoro in bronzo.
Sulla pedana, davanti alla vetrina 0.9, possiamo farci un’idea della tecnica di lavorazione del bronzo e dei manufatti finiti, datati tra la fine dell’età del Bronzo e la prima età del Ferro.
Il bronzo è una lega metallica formata per il 90% circa da rame e per la restante parte da stagno e altri metalli in minime quantità. La grande quantità di rame causa, per ossidazione, il caratteristico colore verde.
Il rame veniva importato da varie zone del Mediterraneo in particolare dall’isola di Cipro, il cui stesso nome deriva da cuprum (che significa “rame” in latino), o estratto da giacimenti sardi, dei quali quello di Funtana Raminosa vicino al paese di Gadoni (in provincia di Nuoro) è molto ricco e presentava anche vene e piccoli ammassi di rame nativo.

I lingotti di rame potevano avere varie forme: al numero 21 si trovano le panelle, dalla tipica forma circolare, simili a pani, oppure ellittica o lenticolare (fuori dalla vetrina) e i lingotti a pelle di bue (detti in inglese ox-hide ingots), di importazione cipriota. Potete osservare lingotti di quest’ultimo tipo sul davanti della pedana: riportano sulla faccia superiore segni di scrittura interpretabili come lineare A cipriota.
Per la realizzazione dei manufatti in bronzo il rame e lo stagno venivano riscaldati fino a raggiungere temperature molto elevate e, una volta liquidi, erano colati nelle matrici di fusione. Queste erano realizzate in steatite, roccia tenera, ma con ottima resistenza al calore, lavorata in modo da creare le forme dello strumento desiderato. Al numero 22 vediamo matrici per falcetti, scalpelli e punte di lancia, mentre sulla pedana sono esposte matrici multiple, lavorate su più facce.
La gamma degli strumenti di lavoro è davvero ampia: asce e accette (dal numero 1 al 7), falci (numero 8), sega (numero 9), scalpelli (numero 10), incudini (numero 18), martelli (numero 19).
Il repertorio delle armi è composto da stiletti (numero 13), spade (numeri 14 e 17) e punte e puntali di lancia (numeri 15 e 16).

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