L’età del bronzo antico in Sardegna si sviluppa a partire dall’inizio del 2° millennio fino al 1700 circa a.C. in continuità con la precedente età del rame e in particolare con la cultura del Vaso Campaniforme, di cui conserva alcune forme di vasi e la lavorazione del rame, accanto ai primi manufatti in bronzo. La cultura che caratterizza questa fase è detta di Bonnanaro, dal nome dell’omonimo paese in provincia di Sassari dove furono individuate le prime testimonianze.
Nella vetrina 0.6, fra i materiali appartenenti al Bronzo Antico sardo, osserviamo ai numeri 1, 6 e 7 reperti che mostrano continuità con le precedenti culture locali dell’Età del Rame e con quella, a diffusione europea, del Vaso Campaniforme. In particolare, il numero 1, primo a sinistra, è un vasetto campaniforme con ansa e decorazione a bande orizzontali, dalla necropoli a domus de janas (le tipiche grotticelle artificiali scavate nella roccia) di Cuguttu (Alghero); il numero 6 è costituito da spilloni con appiattimento a losanga al centro, di un tipo già conosciuto nella seconda età del rame, utilizzati per perforare materiali come il cuoio o per tenere uniti i lembi di una veste. Il numero 7, oltre alla collana con vaghi formati da conchiglie, presenta un brassard, ovvero una placchetta con due o quattro fori usata dagli arcieri a protezione del polso, molto diffusa nella Cultura Campaniforme.
Alla cultura locale di Bonnanaro appartengono i reperti ceramici ai numeri 2, 8, 9 e 10 provenienti tra gli altri dal sito di Corona Moltana in comune di Bonnanaro. Le caratteristiche di queste ceramiche sono essenzialmente l’assenza di decorazione e le cosiddette anse a gomito. Fra le forme particolari notiamo i vasi con tre piedi (tripodi), anch’essi provvisti di ansa a gomito, adatti per la cottura diretta del cibo.