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Vetrina 0.28

L’età tardo-antica e quella alto-medievale rappresentano un periodo chiave per la Sardegna. La pace religiosa del 313 d.C. diede avvio allo sviluppo del cristianesimo, mentre, nella seconda metà del 5° secolo, ebbe inizio la dominazione vandalica. Anche dopo questo evento, comunque, rimasero invariate le importazioni commerciali nord-africane.

Particolare rilievo rivestono gli oggetti del corredo personale, maschile e femminile, esposti nella vetrina 0.28. Le fibbie di cintura (numero 3), datate nell’ottavo secolo, sono di tipo germanico, relative soprattutto all’abbigliamento militare. Fra i monili spicca la parure della metà del 4° secolo (al numero 7), composta da una collana, un bracciale e sei anelli. Sono presenti altri gioielli, databili fra il 6° e l’8° secolo: anelli digitali, con o senza castone (numeri 17 e 18); orecchini cosiddetti a globo mammellato (numeri 9 e 16) oppure a cestello con calice floreale (numero 11) e con pendenti a pelta e catenelle (numero 13); collane con vaghi di pasta vitrea e pendenti d’oro (numero 14); bracciali di bronzo con decorazione incisa (numero 15); fibule a disco (numero 8). La produzione locale di manufatti simili è confermata dalla matrice per gioielli (numero 12), datata fra il 7° e l’8° secolo.

Legati all’amministrazione imperiale bizantina sono i tre exagia in vetro (numero 2), cioè pesi campione, usati per la coniazione delle monete. Fra gli oggetti connessi al cristianesimo si annoverano la statuina di bronzo di San Paolo (numero 4), forse in origine parte di una lampada di 4°-5° secolo, che, una volta spezzata, fu riusata come oggetto votivo nel 6°-7° secolo, nonché la coppa di vetro, raffigurante il Cristo (numero 5), datata nel 5° secolo. Alla produzione di oggetti metallici di età bizantina, destinati alle chiese, rimandano la patera in argento con aquila e serpente (numero 6), le brocchette (numero 21), un incensiere (numero 20), e le lucerne di bronzo (numero 19). La ceramica di produzione africana, cosiddetta sigillata chiara, presente in Sardegna fino alla fine del 7° secolo, è rappresentata dai piatti (numero 23) e dalle lucerne (numero 22).

Il vasellame d’uso comune comprende alcune brocche, una di 6°-7° secolo (numero 25) e due di 10°-11° secolo (numero 24). Degni di nota sono i reperti di vetro: un calice (numero 26), un bicchiere con archi (numero 27), e una lampada (numero 28), datati fra il 4° e il 7° secolo, nonché un corno potorio di 6°-7° secolo (numero 29).

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