Nel 238 a.C. i Cartaginesi sono costretti a cedere il controllo dell’isola ai Romani, che nel 227 la trasformano in provincia. Col nuovo conquistatore approdano per primi sull’isola negotiatores e mercatores (commercianti) e publicani (appaltatori delle tasse) provenienti dalla Penisola italica. Alla fine dell’età repubblicana (nella seconda metà del 1° secolo a.C.) e soprattutto a partire dall’età imperiale, la persistenza delle tradizioni culturali puniche lascia decisamente il passo a una romanizzazione più profonda e capillare dell’Isola, così come attesta la creazione di colonie e municipi di cittadini romani. È, infatti, ben testimoniata da abbondante documentazione epigrafica la presenza di personaggi peculiari all’amministrazione romana come politici, militari, ma anche schiavi e liberti pubblici.
I reperti esposti nella vetrina 0.25 appartengono all’età romana repubblicana. Ad ambito funerario rimandano l’urna in piombo (al numero 1) che testimonia l’adozione dell’incinerazione come rituale funerario, mentre fino ad allora in ambito punico era stata praticata l’inumazione. Anche gli strigili (numero 2), strumenti utilizzati dagli atleti per detergere il sudore, e gli unguentari fusiformi (numero 4), contenitori per olii, facevano parte di un corredo funebre ed erano utilizzati nei rituali funerari. Sempre fra i manufatti ceramici possiamo osservare (ai numeri 5, 12 e 13) la cosiddetta ceramica a vernice nera campana A, prodotta nell’area di Napoli, e (al numero 19) alcune imitazioni prodotte localmente. Ben rappresentata è anche la ceramica a pareti sottili (numero 18), così chiamata per la delicatezza e il ridotto spessore delle pareti dei vasi solitamente di piccole dimensioni. Sono inoltre esposti recipienti per versare liquidi, come gli askoi (numeri 8 e 9) e la brocca (numero 10), e le lucerne di produzione locale (numero 6) o d’importazione (numero 11). Nella piccola statuaria l’Ercole dal territorio di Posada (numero 7), l’erote (amorino) su cigno (numero 17) e l’uomo con toga (numero 14) riportano alla religione e agli usi italici.