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Vetrina 0.24

La vetrina numero 0.24 espone reperti legati alla sfera religiosa punica. In questa vetrina sono esposte, al numero 1, varie statuine in terracotta, raffiguranti divinità femminili, egittizzanti o grecizzanti. Le statuette maschili, al numero 2, raffigurano il dio Bes, d’origine egiziana.

D’incerta interpretazione il numero 3, che rappresenta un personaggio maschile seduto, mentre al numero 4 troviamo i cosiddetti idoli a bottiglia (così detti dalla forma dell’oggetto), provenienti dal tempio di Bes, a Bithia, nel comune di Domus de Maria. Si tratta di offerenti che indicano con le braccia la parte del corpo malata, la cui guarigione è affidata alla divinità. Un analogo significato, ma con diversa resa, presentano le due statuette, al numero 5, da Neapolis, in comune di Guspini.

Sono inoltre esposti una lucerna (numero 6), raffigurante un uomo barbuto con orecchino d’oro, un brucia profumi, a forma di busto femminile (numero 7), e una statuetta (numero 8), forse una divinità. Al numero 9 trovano posto le maschere maschili di tipo ghignante e silenico, appartenenti a tipologie note nel mondo punico, e al numero 13 maschere egittizzanti di divinità femminili.
Ai numeri 11 e 12 sono esposte due iscrizioni puniche. La seconda, dal capo Sant’Elia, in territorio di Cagliari, contiene una dedica alla divinità femminile Astarte, cui era intitolato in quel luogo un tempio.
Ancora si possono osservare due raffigurazioni (numeri 14 e 15) di teste maschili, egittizzante la prima, con tratti africani la seconda. La statuetta in legno proveniente dal pozzo sacro nuragico di Sa Testa (numero 16), eccezionalmente conservata, è d’incerta interpretazione, ma secondo alcuni studiosi raffigura una divinità maschile, forse Osiride.

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