Un aspetto particolarmente importante della dominazione cartaginese in Sardegna è l’impulso dato al commercio. Dei contatti e degli scambi con le altre civiltà del Mediterraneo sono prova tangibile i materiali d’importazione rinvenuti nei siti punici dell’Isola. Si tratta di ceramiche etrusche e greche, queste ultime molto apprezzate per la raffinatezza e le decorazioni particolarmente elaborate.
Nella vetrina 0.23 sono esposte ceramiche di produzione etrusca. Al numero 16 è esposto il classico bucchero nero, nelle forme legate alla consumazione di bevande, ovvero brocche e coppe da vino chiamate kantharoi. Il bucchero grigio (numero 9) imita nel colore i recipienti in metallo, anche in questo caso brocche. Sempre di produzione etrusca, ma a imitazione di modelli greco-corinzi, sono le ceramiche decorate esposte al numero 17: una coppa e tre unguentari per olii profumati.
La ceramica prodotta in Attica è ben rappresentata nella tipologia a figure rosse con gli esemplari contraddistinti col numero 5, chiamati gutti, piccoli recipienti da cui si potevano versare goccia a goccia olii e profumi. Il numero 6 è una coppa con la raffigurazione di un uomo con mantello; al numero 7 troviamo una serie di unguentari (contenitori di oli e creme profumate) con la rappresentazione di animali; al numero 14 una coppa decorata con una civetta, risalente al 5° secolo a.C.
La tipologia a figure nere è ben rappresentata da piccole lekythoi (numero 18) versione miniaturistica di contenitori per olii e profumi, da un’anfora (numero 19) che riproduce la lotta tra Teseo e il Minotauro, datata intorno al 530 a.C., e da due coppe con scene di corteggio dionisiaco (numero 20), ovvero il corteo di satiri e menadi che seguiva il dio Dioniso, datate fra la fine del 6° e l’inizio del 5° secolo a.C., tutti esemplari di particolare pregio provenienti da Tharros (Cabras).
Ancora di produzione attica sono le ceramiche dette a vernice nera, perché durante la cottura le parti non decorate, ricoperte da una speciale miscela argillosa ricca di ossidi di ferro, assumevano una colorazione nero-lucida. Questo tipo di ceramica, raffinata ed elegante, trovò una straordinaria diffusione nel Mediterraneo, a partire soprattutto dal 4° secolo a.C., tanto da essere largamente imitata. Fra gli altri esemplari esposti, notiamo al numero 1 coppe e piatti con decorazione centrale impressa a stampo, al numero 3 alcune lucerne, cioè lampade ad olio, e al numero 13 due belle coppe da vino.