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La ceramica di età fenicia esposta nella vetrina 0.21 proviene prevalentemente da sepolture e mostra la composizione del classico corredo delle tombe fenicie. In questo periodo il rituale funerario prevalente era l’incinerazione in ustrinum, ossia il luogo della necropoli destinato alla cremazione. Le ceneri del defunto e i resti ossei incombusti erano raccolti e conservati all’interno di urne cinerarie. Il contenitore per i resti incinerati era deposto, assieme agli oggetti di corredo, direttamente a contatto con la nuda terra in una fossa o in ciste litiche (fosse rivestite di lastre di pietra).
Nella vetrina (ai numeri 1, 2, 3, 8, 15) potete osservare diversi corredi provenienti da varie tombe della necropoli di Bithia, città fenicio-punica situata dove ora sorge la località turistica di Chia (Domus de Maria). Da notare alcune olle a corpo globulare chiuse da piatti, contenenti le ceneri del defunto (numeri 2, 3 e 8). Il corredo era di solito composto da brocche con orlo bilobato (numeri 1, 2, 3 e 15), legate al consumo del vino, brocche con orlo a fungo (numeri 2, 3 e 6), contenenti olii profumati per l’unzione dei defunti, piatti ombelicati (numeri 1, 3, 8 e 15) e vasetti di importazione. Tra questi ultimi (al numero 15) alcune kylikes (coppe su piede) frammentarie di produzione greco-corinzia o euboica e (a destra) alcune anforette in bucchero, la tipica ceramica etrusca di colore nero.
Le ceramiche fenicie sono spesso inornate, tranne qualche caso di semplice decorazione a fasce parallele (numeri 1 e 8), ma sono spesso rivestite da uno strato di argilla rossa lucida, chiamata red slip (numero 8).