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La seconda vetrina raccoglie reperti appartenuti a uno degli aspetti più diffusi, ricchi e originali del Neolitico sardo: la cultura di Ozieri, datata fra 3200 e 2800 anni prima di Cristo. Tra i numerosi oggetti in ceramica apprezziamo particolarmente quelli decorati con motivi geometrici incisi e sottolineati da incrostazioni di pasta bianca e ocra rossa. Fra le forme caratteristiche di questa cultura ricordiamo i vasi a cestello al numero 11 e le pissidi ai numeri 15 e 16. Da notare la comparsa dei vasi tripodi (numeri 17, 18 e 19) utilizzati per la cottura dei cibi direttamente sul fuoco o sulle braci. Sono ancora ampiamente utilizzate le frecce in ossidiana o selce con peduncolo e alette (numero 2) o a forma di foglia (numero 1).
Compaiono, inoltre, lunghe lame in selce (numero 4), utilizzate probabilmente come coltelli, ma anche asce e accette in pietra dura (numeri 6 e 7, quest’ultima con l’immanicatura in legno), ottenute con la tecnica della levigatura.