Breadcrumbs
Corpo Pagina
Vetrina 0.13

Nell’età del Ferro, che comincia poco dopo l’inizio del 1° millennio a.C., la civiltà nuragica presenta una serie di novità, prima fra tutti l’abbandono o il cambiamento d’uso di molti nuraghi, come il nuraghe Su Mulinu di Villanovafranca o il nuraghe Nurdole di Orani. Se da un lato i nuraghi sono oggetto di trasformazioni e non vengono più costruiti, dall’altro sono investiti di significati simbolici, tanto da essere riprodotti in miniatura. È questa infatti la stagione dei modelli di nuraghe, realizzati in terracotta, in pietra, in bronzo, ritrovati spesso all’interno delle cosiddette capanne delle riunioni.
L’età del Ferro è anche il momento nel quale i naviganti fenici fondano empori e mercati in Sardegna e nel resto del Mediterraneo occidentale. Nell’Isola si scoprono sempre più villaggi in cui coabitavano genti nuragiche e fenicie.

Nella prima età del Ferro aumenta la produzione di bronzi votivi dedicati nei santuari; alle figure di guerrieri e offerenti si affiancano le riproduzioni miniaturistiche di pugnali a elsa gammata (numero 1), di faretre e di foderi di pugnali (numero 3) e naturalmente alcuni esemplari di modellini di nuraghe in terracotta e arenaria (numero 4 e fuori vetrina il numero 3), ritrovati all’interno dei villaggi.
Molto interessanti sono le pintadere (numero 2), timbri in terracotta di varie dimensioni, utilizzati per decorare i pani rituali. Questi oggetti, come altre forme vascolari, mostrano l’influenza orientale accentuata dai mercanti fenici che frequentano le coste sarde.
In questa vetrina quindi potete osservare reperti di tradizione nuragica con influenze fenicie: brocche askoidi (numeri 10 e 12), fiaschette ai numeri 9 (al centro) e 12 (a destra), fornelli (numero 9 a sinistra), portabraci (numero 8 a destra) e vasetti con colatoio (numero 11). Tutti presentano le superfici decorate con motivi geometrici a incisione, a differenza dei vasi prevalentemente inornati della precedente età del Bronzo.

Torna su