Seulo, comune del centro della Sardegna da cui prende il nome la parte meridionale della Barbagia, è inserito in un contesto dalla straordinaria valenza paesaggistica, ambientale e naturalistica, immerso nella macchia mediterranea.
L’area fu interessata dalla frequentazione umana già in periodo prenuragico e nuragico, tra il Neolitico e l’età del Bronzo, come attestato dalla presenza nel suo territorio di domus de janas, una tomba dei giganti e alcuni nuraghi di cui due vicini: il minore, chiamato “su Nuraxeddu”, e il maggiore denominato “su Nuraxi ‘e Pauli”, entrambi monotorre.
Nella foresta di Addolì si attestano numerose grotte di origine carsica abitate in età preistorica, come Sa Ruta ‘e i Bitulleris e Sa Omu ‘e Janas. Di grande bellezza e di notevole interesse archeologico è S’ Arcu ‘e su Cuaddu, una sorta di dolmen naturale modellato dall’acqua e dal vento, sotto il quale è stata scavata una domus de janas in epoca Neolitica.
Il sito archeologico più importante è il villaggio nuragico di Ticci, ubicato su un altopiano calcareo. Pochi sono i resti del nuraghe complesso, costruito a oltre 700 metri di altitudine, centro di controllo della vallata, mentre si conservano i resti di un villaggio costituito da capanne.
Immagine in evidenza: nuraghe Pauli
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