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Gesico

Il territorio di Gesico, comune nel cuore della Trexenta, si estende tra dolci colline e fertili campagne.

L’area è abitata fin dall’epoca nuragica, come attestato dalla presenza di alcuni nuraghi (Nuratzolu, Suergiu, Pettiou e Ruina Perdosa) e della necropoli di Muttas Niedda.

La necropoli è costituita da cinque tombe dei giganti, sepolture collettive a corridoio. La caratteristica che le rende particolarmente interessanti e pressoché uniche è la totale mancanza, davanti all’ingresso, dell’esedra, ossia dello spazio semicircolare destinato ai cerimoniali, che di solito è una presenza costante nelle tombe dei giganti.

Nel 2006 sono state oggetto di scavi sistematici: in tale occasione sono state ripulite e messe in evidenza le camere sepolcrali, all’interno delle quali sono stati rinvenuti i resti ossei di vari inumati.

Tra i nuraghi spicca per rilevanza il nuraghe San Sebastiano, sito all’interno del centro abitato. Si tratta di un nuraghe di tipologia indefinita, probabilmente complesso con più torri attorno al mastio e un antemurale.

Nel 17° secolo sui resti del nuraghe fu costruita una chiesetta intitolata a San Sebastiano.

Sulla piccola collina che ospita il complesso nuragico di San Sebastiano sono inoltre visibili testimonianze risalenti al periodo punico.

Al primo piano dei Musei Nazionali di Cagliari sono esposti molti oggetti di corredo dalla necropoli di Santa Lucia di età tardo-punica e romana. Le sepolture rinvenute si datano in un arco temporale tra il 3° secolo a.C. e il 2° d.C., con una particolare concentrazione nel 1° d.C. Nei corredi sono abbondanti i manufatti di produzione locali ispirati alle forme e all’aspetto della ceramica a vernice nera e alla sigillata italica.

 

 

Immagine in evidenza: tomba dei giganti della necropoli di Muttas Niedda (ph. Cristiano Cani from Flickr)

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