Il territorio di Erula, piccolo comune in provincia di Sassari, sull’altopiano dell’Anglona, è di frequentazione antichissima: le tracce della frequentazione umana risalgono fino al Neolitico, come attestano le due domus de janas di Fustilalzos e di Bulgunis.
Numerosi nuraghi, Ispiene, Sotgiu, Erula, Basile, Sa toa, Puligosu, Nugareddu, Giacone, Pubatta, testimoniano invece la capillare frequentazione dell’area nell’età del Bronzo.
Uno dei nuraghi più conosciuti è sicuramente il nuraghe complesso Ispiene, noto per il ritrovamento nel 1925, a opera dell’archeologo Antonio Taramelli, di una navicella nuragica bronzea. Il reperto, uno dei più grandi nel suo genere e uno tra i più belli ritrovati in Sardegna, caratterizzato da una prua a protome di cervo, è esposto ai Musei Nazionali di Cagliari.
Nel territorio sono state rinvenute tracce anche dell’età fenicio-punica e dell’età romana, in particolare un miliare della strada a Tibula Karales.
ph. Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0 httpscreativecommons.orglicensesby-sa4.0, via Wikimedia Commons