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Castelsardo

Il paese di Castelsardo in Anglona si affaccia sul golfo dell’Asinara.

Il suo territorio fu frequentato da epoca preistorica. Uno dei siti più particolari è la domus de janas della Roccia dell’Elefante (5°-3° millennio a.C.), conosciuta in passato anche come come Sa Perda Pertunta. Si tratta di due sepolture ipogeiche, scavate all’interno di un masso erratico rotolato giù dal Monte Casteddazzu e modellato dagli agenti atmosferici in forma che ricorda un elefante. La domus de janas II, formata da quattro cellette, mostra scolpite in rilievo sulle pareti due protomi taurine contrapposte.

All’Eneolitico risale la muraglia megalitica di Monte Ossoni. Si tratta di un’opera difensiva in grossi blocchi, risalente al 3° millennio a.C., di cui rimane ancora un tratto di 60 metri di lunghezza e quasi 2 metri e mezzo di altezza.

Il sito più rilevante dell’età nuragica è il nuraghe Paddaggiu, un edificio complesso circondato da un villaggio. La torre centrale è molto ben conservata e mostra un’altezza residua di 8 metri e mezzo.

Altri nuraghi nel territorio sono i nuraghi monotorre Spighia e Bagialoglia e il nuraghe complesso Franzesu.

Nella frazione di Lu Bagnu sono presenti tracce di frequentazione fin da epoca nuragica, ma sono rilevanti le testimonianze del periodo romano. Si tratta di un insediamento dalle caratteristiche monumentali, con impianti termali e una grande cisterna, forse legata proprio alle terme. La destinazione d’uso sembra rintracciabile anche nel nome “Lu Bagnu”.

 

Immagine in evidenza: Roccia dell’Elefante (credits Gianni Careddu, via Wikimedia Commons)

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