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Calangianus

Il territorio di Calangianus, nella Gallura interna, a sud del Monte Limbara, mostra numerose tracce di frequentazione umana in epoca antica.
Le testimonianze più rilevanti sono quelle relative al periodo nuragico, concentrate nella zona del rilievo granitico di Monti di Deu, a costituire un’area archeologica articolata e molto ben conservata. Il complesso era di notevole rilievo con i suoi tre nuraghi, Agnu, Monti di Deu e Bonvicinu, la fonte nuragica di Li Paladini, la tomba dei giganti di Pascaredda e diversi abitati della stessa epoca.

La fonte di Li Paladini, per quanto piccola, si presenta conservata ottimamente con un atrio di forma irregolare in cui una canaletta convoglia l’acqua, che sgorga tuttora dalla vena sorgiva captata nella celletta, realizzata con blocchi di granito e con copertura in lastre poste a piattabanda.

La tomba dei giganti di Pascaredda è una sepoltura molto imponente ed eccezionalmente conservata. La stele centinata, purtroppo non integra, sorge al centro dell’esedra, composta da nove monoliti per lato posti in posizione ortostatica. Il tumulo di terra e pietrame, integro, copre quasi completamente il corpo della tomba, lasciando scoperti i dodici lastroni di copertura. La copertura poggia su un doppio paramento murario che costituisce il corpo lungo ben 13 m. La tomba di Pascaredda è inoltre particolare per la presenza di una sorta di botola, uno spazio tra le lastre della copertura, che doveva servire al posizionamento del corpo dei defunti all’interno.

La frequentazione del territorio in età romana è caratterizzata da alcuni insediamenti rustici e dall’oppidum di Calangiani, posto lungo la via da Olbia a Tibula, l’attuale Castelsardo.
Dalle campagne di Calangianus proviene una statuina in terracotta della Sarda Ceres, esposta ai Musei Nazionali di Cagliari. Cerere, la divinità delle messi, era venerata in maniera capillare nelle campagne della Sardegna, votate alla coltivazione dei cereali fin dal periodo punico e poi sotto la dominazione romana.

 

Immagine in evidenza: Tomba dei giganti di Pascaredda (ph. Silvestro Fiore by Flickr)

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