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Rilievo votivo attico

Nel 1849, durante i lavori di rimozione di alcune lastre tombali dal pavimento della basilica di Bonaria a Cagliari, fu rinvenuto un frammento di rilievo votivo attico, che nel 1603 era stato utilizzato per coprire la sepoltura del nobile catalano Francisco Arca, come indica l’iscrizione apposta sul retro.
Fortunatamente, sebbene la lastra venisse ridotta nelle dimensioni attuali probabilmente proprio in questa occasione, il rilievo non venne cancellato.

Realizzato in marmo bianco attico nella seconda metà del 4° secolo a.C., come indicano forma delle lettere, lingua e tratti stilistici delle figure, il rilievo riproduce una scena di banchetto piuttosto tipica nel mondo orientale a partire dal 5° secolo a.C. Nella parte perduta era rappresentata una figura maschile distesa sulla kline, il letto utilizzato anche per i banchetti, mentre in quella conservata si possono osservare una figura femminile seduta e un coppiere nudo con dei recipienti in mano (una brocca e una phiale), accanto a un cratere per il vino.

Singolare in questo rilievo è la presenza sullo sfondo di tre maschere da teatro, alle quali se ne aggiunge una quarta tra le mani della donna, identificabile così con la personificazione della Tragedia. La figura maschile distesa, come suggerisce l’ambientazione e conferma l’iscrizione, era il dio Dioniso e la scena è immaginata all’interno del suo tempio, incorniciata da colonne con capitello dorico e architrave.
Le maschere appese alle pareti del santuario erano una pratica votiva molto diffusa e attestata da ritrovamenti archeologici e raffigurazioni sulla ceramica. Verosimilmente il rilievo era stato offerto al dio, all’interno di un santuario a lui dedicato o in un teatro, da committenti legati alle rappresentazioni tragiche. Un’altra ipotesi è che esso fosse stato donato da un corego, cioè un ricco cittadino finanziatore delle rappresentazioni drammatiche ateniesi, ma l’integrazione più probabile del verbo al plurale lascia propendere per la prima ipotesi.

Non è chiaro quando il rilievo, di fattura e materiale attici, possa essere giunto in Sardegna, ma una ipotesi verosimile è che fosse stato importato in epoca romana, nel I sec. a.C. o poco più tardi, quando la moda dell’utilizzo di opere greche per adornare le lussuose dimore italiche e provinciali si diffuse velocemente, come attestato dalle famose lettere di Cicerone ad Attico.

 

 

ISCRIZIONE

ΗΡΑΕΕΣ ΔΙΟΝΥΣΩΙ ΑΝΕ[ΘΗΚΑΝ
Heraees Dionysoi ane[thekan
Gli Eraeis hanno dedicato a Dioniso

 

ISCRIZIONE SUL RETRO DELLA LASTRA

SEPULTURA DE FRANCISCO ARCA Y DE SUS EREUS ANI 1603

 

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