Il Bastione di San Pancrazio è una delle sedi dei Musei Nazionali di Cagliari.
All’interno delle strutture del baluardo si trova lo Spazio San Pancrazio, un’area espositiva a cui si accede dalla Cittadella dei Musei.
Qui è ospitata la collezione di materiale lapideo e stemmi, giunti al Museo mediante acquisizioni da collezioni private, donazioni, rinvenimenti fortuiti e recuperi durante demolizioni o restauri. I reperti, che sono datati a partire dal 13° secolo, raccontano l’evoluzione urbanistica e sociale della città di Cagliari.
Il Bastione di San Pancrazio fu edificato per ordine del viceré don Joan Dusay tra il 1501 e il 1503, al fine di proteggere la porta nord di Cagliari dai tiri frontali dell’artiglieria. Questo era il punto debole della fortificazione del quartiere di Castello, in quanto privo di precipizi e scarpate che scoraggiassero eventuali assedi.
Lo stemma scolpito sull’architrave della porta d’ingresso riporta le insegne del viceré, le tre triglie.
La rapida evoluzione delle tecniche militari e delle armi da fuoco resero presto superata la concezione di questo sistema difensivo. Le sue caratteristiche costruttive – la struttura scavata nella roccia, le feritoie poco funzionali, l’assenza di muri a scarpa e di cannoniere – suscitarono critiche da parte degli ingegneri militari dell’epoca.
Dalla fine del 17° secolo il baluardo subì varie modifiche. Innanzitutto, fu aperta la porta di Altamira, che interrompeva il passaggio diretto dal cortile della torre di San Pancrazio all’interno del baluardo. Successivamente il suo interno fu adattato a prigione militare e nel 1824 divenne l’ospedale per i detenuti del carcere.
Nel 1897 il complesso fu dismesso dall’amministrazione carceraria per passare alle cure del Ministero della Pubblica Istruzione, ramo Belle Arti. Per molti anni fu utilizzato come deposito di materiali degli scavi della Soprintendenza archeologica sino ai restauri degli anni ’90, che ne hanno permesso l’utilizzo come sede espositiva.
La torre di San Pancrazio costituisce, assieme alla gemella torre dell’Elefante, la parte ancor oggi integra delle fortificazioni che i Pisani eressero attorno allo storico quartiere di Castello, a Cagliari, tra la fine del 13° e l’inizio del 14° secolo, in previsione di un attacco da parte del re d’Aragona.
Fu costruita nel 1305 da Giovanni Capula, architetto di probabili origini sarde, nel punto più alto del colle per difendere l’ingresso settentrionale della città e per controllare il territorio circostante.
La torre deve il suo nome alla chiesa di San Pancrazio che in passato si trovava nelle vicinanze. Dotata di ponte levatoio, barbacane e fossato, ha una forma ad L ed è realizzata con grandi blocchi di calcare bianco provenienti dalle cave di Bonaria. Si eleva per circa 36 metri di altezza e presenta il lato rivolto verso Castello aperto, come era tipico delle costruzioni pisane, mostrando i quattro piani costruiti su soppalchi di legno.
Ancora oggi è possibile osservare le feritoie, posizionate a varie altezze, gli stemmi pisani murati nella struttura e, nella parte più elevata, le mensole.
La torre ha subito nel corso dei secoli trasformazioni legate al cambiamento di destinazione d’uso, ma è stata riportata alle condizioni originarie grazie al restauro realizzato agli inizi del Novecento. Dalla sua sommità si gode uno splendido panorama della città e del suo circondario.