Giovedì 6 novembre ore 18:00 vi aspettiamo presso la Sala Ferruccio Barreca all’Ex Regio Museo in Piazza Indipendenza a Cagliari per l’incontro “E in principio fu ago e filo”.
Patrizia Sardo Marras, stilista, Alghero, terrà l’incontro nell’ambito della rassegna “Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio” a cura di Maria Antonietta Mongiu e di Francesco Muscolino.
E in principio fu ago e filo. Perché ricucire, arte complessa quanto complicata, è l’obiettivo principe dacché i Musei nazionali di Cagliari – attuale dicitura delle collezioni archeologiche e storico-artistiche statali conservate dal 1993 nella Cittadella dei Musei – sono diventati nel 2019 autonomi per Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Ricucire è riunire museo archeologico e pinacoteca e ricomporre disiecta membra nella Cittadella, ovvero parti smembrate e in evidente degrado, col restauro. Per tutti a Porta dell’Arsenale, le Cannoniere, la Pergola, lo Spazio San Pancrazio, la Porta Cristina e l’Ex Regio Museo restituiti alla dignità e alla pubblica fruizione. Ricucire tra la rocca e l’antico municipium romano in Stampace, restaurando e restituendo alla comunità l’antico teatro dei Gesuiti, col tempo chiamato Teatro dell’Arco. Ago e filo, assai rinforzato, per riattivare l’antico e irriducibile rapporto che si era sfrangiato, tra la basilica di San Saturnino e Cagliari. I Dialoghi di Archeologia Architettura Arte Paesaggio, organizzati dai Musei nazionali di Cagliari, hanno riannodato non solo la relazione tra le diverse declinazioni che formano l’archeologia ma, soprattutto, hanno costruito una comunità educante che, assiduamente, segue de visu e on line le oltre cento Lectiones che, in quasi cinque anni, sono risuonate nell’aula basilicale. Ago e filo, sempre più solidi e non più solo metafora, per riprendere, il 6 novembre, i Dialoghi nella Sala Ferruccio Barreca nell’ex Regio Museo in Piazza Indipendenza. Temporaneamente non nella basilica di San Saturnino dove si sono intrapresi necessari lavori di restauro. Chi più idoneo/a di una stilista per un’impresa di ricucitura in una nuova traiettoria? Chi più di una stilista per inaugurare anche un nuovo percorso progettuale, intrapreso dai Musei nazionali di Cagliari con l’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE) e la Direzione dell’Assessorato regionale alla cultura, dal titolo Plissè Semper Plissè. Ecco allora una lectio di chi, per discendenza e amore, è stata allevata tra montagne di stoffe e con queste ha instaurato un rapporto fatto di matericità ma soprattutto di tutte le declinazioni dell’immateriale. Una relazione olfattiva e tattile, in principio, che è quella che, a scala universale, fin dalla più lontana preistoria, lega l’uomo ai tessuti. Un approccio istintivo con i tessuti. Generativo del piacere di guardarli, toccarli, selezionarli, accumularli, archiviarli, tormentarli. Il tessuto come materia da plasmare, modellare, mutare. Materia grezza, informe, progettata in un modo e trasformata in altro e poi in altro ancora. Quasi come fare il pane: la farina viene impastata, lievita e porta alla luce la forma che è dentro attraverso il processo in divenire, la sperimentazione, il non finito, l’opera aperta, la magia di un caos grezzo che prende via via corpo, si definisce man mano, si anima e alla fine diventa un qualcosa che si indossa! Una storia di lunga durata che ha come baricentro la Sardegna. Uno sguardo alle vetrine dei nostri musei, specie a quelli della Cittadella dei Musei, per capire, alla prima osservazione, la dimensione sacrale e sociale delle soluzioni strepitose dell’abbigliamento dei bronzi figurati. Per tacere i manufatti referenti le mille mode succedutesi nei periodi successivi. Perché insularità significa che le isole, luoghi di margine per eccellenza ma anche di oscuri e contraddittori ossimori, tutto conservano. La Sardegna, infine, come memoria collettiva della storia euromediterranea non solo per i reperti archeologico ma pure per quelli tessili. Cultura materiale da intendersi come indefessa generatività di ulteriore creatività che rielabora, come ha fatto per tutto il Novecento, pezzi per arredare l’abitare quanto il corpo, perché la storia si indossa ogni giorno. È quello che fanno miliardi di persone tutti i giorni.
L’incontro si terrà alle ore 18:00 presso l’Ex Regio Museo oppure potrà essere seguito da remoto in diretta streaming su Facebook e YouTube.