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Villaputzu

Le prime frequentazioni umane nel territorio di Villaputzu risalgono alla preistoria. Numerosi sono infatti i siti dell’età del Bronzo, come le domus de janas di Torre Murtas e di S’Oru e la sepoltura ipogeica di Casa ‘e Forrus.

Le tracce più rilevanti sono però quelle della civiltà nuragica. I nuraghi, sia complessi che monotorre, sono tanti. Segnaliamo il nuraghe Sa Pudda, un edificio complesso costruito su un crinale a nord del centro abitato. La struttura è costituita da un mastio con camera a tholos e da un bastione che lo ingloba con una cortina muraria ad andamento sinuoso che collega due torri laterali. L’edificio, preceduto da un antemurale, è caratterizzato dall’utilizzo di grossi blocchi di scisto non lavorati.

Il bellissimo pozzo sacro nuragico di Is Pirois, con sezione circolare, è dotato di gradini per raggiungere l’acqua ed è chiuso da una copertura a tholos. Presenta un vestibolo a pianta rettangolare realizzato con due ante murarie rettilinee originariamente coperte, verosimilmente, da un tetto a doppio spiovente.

In località Santa Maria, a 3 km dalla foce del fiume Flumendosa, è localizzato il porto di un centro identificato dagli studiosi con l’antico insediamento di Sarcapos, noto dall’Itinerarium Antonini, opera geografica dell’età imperiale romana che riporta le principali vie di comunicazione. Il sito, frequentato verosimilmente già nell’età del Bronzo, crebbe di importanza dopo l’insediamento di una comunità fenicia a partire dal 7° secolo a.C. mantenendo un ruolo centrale nelle epoche punica, soprattutto, e poi romana e altomedievale.
La presenza di giacimenti di piombo argentifero nell’entroterra fu certamente un grande vantaggio per Sarcapos, che tra 7° e 3° secolo era costantemente inserita nelle rotte commerciali tirreniche, come attestato dal gran numero di anfore da trasporto e ceramiche rinvenute.
In prossimità dell’argine del fiume sono state finora individuate e indagate 174 sepolture, scavate nel terreno. Questa era la necropoli di Sarcapos, datata tra 4° secolo a.C. e 1° secolo d.C. Le sepolture a fossa, profonde dai 60 ai 70 cm, presentano una sovrapposizione di utilizzo, per cui alle sepolture di età punica (tutte ad inumazione) si sovrapponevano quelle di età romana.

A età romana imperiale risale la tomba a camera di Su Presoni, una sepoltura ipogeica con arcosoli scavata nel fronte roccioso calcareo alla base del rilievo del Castello di Quirra.

Ugualmente a età romana risale il mausoleo in muratura di Cirredis, al cui interno si sono recuperati resti di sarcofagi e materiale vario di corredo (monete, gioielli, ceramiche). Questa struttura venne poi riutilizzata in epoca bizantina.

 

 

Immagine in evidenza: Pozzo sacro di Is Pirois
ph. Aschy, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

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